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A far data dal 10 Aprile 2001, Casa Barezzi presenta una nuova disposizione,
con l'allestimento a fianco dello storico Salone,
luogo della prima formazione musicale e affettiva del giovane Verdi,
di una vasta esposizione iconografica di cimeli e documenti verdiani.
L'ingresso è arredato, sulla parete di destra, da due carte geografiche
che presentano l'una l'immagine dall'alto della Città di Busseto così come
appariva all'inizio del XIX secolo, quando Verdi bambino venne a frequentare
il Ginnasio, l'altra il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla,
con l'indicazione anche dei confini dell'antico Stato Pallavicino,
che aveva a capitale Busseto.
Il percorso inizia dal Salone, rimasto immutato nel suo arredo originario,
così come pervenuto a noi: i divani, i ritratti alle pareti, le decorazioni
risalgono almeno a fine ottocento. Sopra il camino in pietra sul fondo,
del '600, il bel ritratto ad olio di Antonio Barezzi (Baisi, 1877),
eseguito dieci anni dopo la morte, lo riproduce dalla sua unica fotografia.
Davanti alla finestra, il forte-piano Tomaschek viennese, acquistato da Barezzi
attorno al 1835, sul quale il giovane Verdi suonò a lungo, e più tardi (1844)
compose l'opera I Due Foscari, e infine accompagnò l'agonia del suocero morente
nella stanza accanto. Sulla parete di destra figura al centro una riproduzione
ingrandita del ritratto di Margherita Barezzi, prima moglie di Verdi, eseguito
da Stefano Barezzi (fratello di Antonio, pittore e restauratore tra l'altro del
Cenacolo di Leonardo) in occasione del matrimonio: in quel 4 maggio 1836, giorno
del 22° compleanno della sposa, nel Salone si tenne la festa ed il pranzo di nozze.
Ai lati i ritratti di Demetrio Barezzi, fratello di Margherita, e della moglie,
rimasti proprietari dell'immobile dopo la morte del padre. Al centro, tra i divani,
una elegante vetrina in legno di inizio novecento contiene il calco in gesso
del volto e della mano di Verdi, eseguiti il giorno successivo alla morte da
Luigi Secchi, lo scultore che nel 1913 realizzerà il monumento a Verdi posto
nella piazza antistante la casa. Alcune lettere autografe completano la parete
di destra. La parete di sinistra presenta al centro un bel mobile secrétaire in
noce di Barezzi, sopra il quale si trova un grande ritratto della famiglia del
tenore milanese Merighi (prima metà dell'800), regalato agli "Amici di Verdi".
A fianco quattro pregevoli figurini ad acquerello di Edel per Traviata e
Rigoletto. A fianco della porta d'ingresso figurano quattro litografie
acquerellate con immagini della Rocca dei Pallavicino così come si presentava
a inizio '800, circondata da una cerchia di mura e da un fossato. Al centro un
dipinto di grande valore di Antonio Pasini (Busseto 1826-Torino 1899), il maggiore pittore orientalista,
che mostra la moschea di Istanbul.
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